Tra i vari problemi in cui può incappare un lavoratore esiste anche quello della Malattia Professionale. Per definire i contorni di questa problematica abbiamo chiesto a Giovanna Tettamanti, direttrice dell’INAS della Provincia di Como, qualche delucidazione in più: “la malattia professionale è la patologia che il lavoratore contrae a causa del lavoro svolto. Si differenzia dall'infortunio in quanto è l'effetto di una graduale, progressiva e lenta azione che agisce sull'organismo. Può essere scoperta e si può manifestare anche successivamente all'abbandono della propria attività lavorativa.

La legge riconosce l'origine professionale per le malattie indicate in apposite tabelle ministeriali, che mettono in relazione le patologie con le lavorazioni esposte a rischio. Il lavoratore e la lavoratrice che contraggono una malattia professionale tabellata devono denunciare di averla contratta e dimostrare di essere o essere stati addetti ad una delle lavorazioni elencate nella tabella. Il lavoratore che, invece, contrae una malattia professionale non elencata nelle tabelle ministeriali deve dimostrare l'origine professionale della stessa.

Se dopo una lunga carriera lavorativa stai per andare in pensione oppure hai appena raggiunto il traguardo del pensionamento e riscontri patologie (es: commessa e tunnel carpale o tendinopatie - muratore ed ernie) che possano essere riconducibili all'attività che hai svolto rivolgiti agli sportelli del Patronato INAS CISL del tuo territorio: ti mettono a disposizione operatori qualificati per garantire la tutela del lavoratore in tutte le fasi dell'iter e che offre la consulenza del medico del lavoro per la valutazione del caso. Oppure puoi scrivere su Whatsapp al numero 3351491183 in ogni giorno, ogni ora, ogni minuto”.

Inaugurazione Ghirla

 Segreteria FNP Cisl dei Laghi 2024 Roberto Pagano Dario Grilanda Gloria Paolini

 

 

“È un primo maggio di festa, di impegno, di mobilitazione, di partecipazione. Facciamo un appello forte alla politica, ai partiti e ai candidati al prossimo parlamento europeo di dare protagonismo e valore a un’Europa che deve sempre più caratterizzarsi sul terreno della crescita, dello sviluppo, della tutela del lavoro”. Così il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra ha parlato della Festa del Lavoro del 2024, aggiungendo che ”l’Europa oggi è protagonista centrale di questa stagione”. Cgil, Cisl e Uil con il concerto del 1 maggio hanno voluto lanciare “un appello forte alla politica ed ai candidati alle elezioni europee perché aiutino a costruire una vera Europa dei popoli, un’Europa delle persone, la vera Europa che riprenda lo spirito che ha caratterizzato l’impegno del Continente durante la pandemia e nella fase post pandemica, quando ha sprigionato risorse economiche per aiutare gli Stati a risollevarsi dalle macerie dell’emergenza pandemica”, ha sottolineato ancora Sbarra.

Quanto al consueto Concertone il leader della Cisl lo ha definito “un evento straordinario” perché la musica rappresenta “uno straordinario strumento di condivisione che unisce le generazioni”. Sbarra ha spiegato che i sindacati confederali vogliono mandare un “forte messaggio ai giovani ed a tutte le generazioni, a favore della pace e dell’integrazione europea- L’UE – ha aggiunto – è chiamata ad affrontare i temi della giustizia sociale e della qualità del lavoro e deve allentare i vincoli e le rigidità del patto di Stabilità” per dotarsi di “una politica comune di difesa, di sicurezza, di giustizia sociale”, affrontando le tante disparità e disuguaglianze esistenti.

“Vogliamo dare un segnale – ha ribadito il leader cislino – vogliamo più Europa in Italia e più Italia in Europa per vincere le trasformazioni delle grandi transizioni e anche la grande crisi demografica, per dare un futuro e una prospettiva al Continente e per lavorare insieme alla costruzione degli Stati uniti d’Europa”.

Sbarra che nella conferenza stampa di presentazione delle celebrazioni del 1° maggio 2024 ha ricordato inoltre il “profilo antifascista della Cisl“. “Io traggo forte insegnamento dallo statuto della mia organizzazione sindacale – le sue parole – che già dal 1950 ha voluto scolpire in maniera chiara e forte un profilo antifascista. Crediamo in tutto questo così come crediamo fortemente nel lavorare per rifiutare ogni forma di totalitarismo, per il rispetto, la dignità e la libertà delle persone” ha concluso ricordando che “c’è un asse che lega il 1° maggio al 25 aprile, festa della Liberazione che per noi è elemento per riaffermare i valori della democrazia”.

Le foto dell'1 maggio a Como e Varese

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