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Voucher anziani e disabili 2022
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Regione Lombardia ha predisposto i voucher per anziani e disabili per l'annualità 2022/23, e noi abbiamo chiesto agli esperti della FNP Cisl dei Laghi di spiegarci come funzionano.
Fondi stanziati
“4.195.200€ per i disabili, 2.812.800€ per gli anziani.”
Destinatari anziani
“Per gli anziani i criteri prevedono: età uguale o superiore a 65 anni; che vivano al proprio domicilio; reddito ISEE pari o inferiore a 20.000€ annui, in corso di validità al momento della presentazione della domanda; compromissione funzionale lieve/moderata; povertà relazionale intesa come rarefazione delle relazioni familiari; progressiva scomparsa dei rapporti di amicizia e di vicinato; essere caregiver di familiari non autosufficienti, con necessità di sollievo e supporto per mantenere una adeguata qualità della vita, purché non sia già previsto come intervento della Misura Rsa.”
Giovani ed adulti disabili
“Questi i criteri: età pari o superiore a 16 anni; livello di compromissione funzionale che consente un percorso di acquisizione di abilità sociali e relative all’autonomia nella cura di sé e dell’ambiente di vita nonché nella vita di relazioni; reddito ISEE pari o inferiore a 20.000€ annui, in corso di validità al momento della presentazione della domanda; livelli di abilità funzionali che consentono interventi socioeducativi volti ad implementare le competenze necessarie alla cura di sé; livello di competenza per lo svolgimento delle attività della vita quotidiana che consente interventi socioeducativi e socio formativi per sviluppare/implementare/riacquisire: competenze relazionali e sociali, competenze da agire all’interno della famiglia o per emanciparsi da essa.”
Strumento e contributo
“Contributo a fondo perduto attraverso l’erogazione di voucher per 12 mesi, per un ammontare complessivo di 4.800€ a persona.”
Spese ammissibili
“Spese sostenute per realizzare interventi relativi all’autonomia personale, alla socializzazione, al mantenimento del livello culturale, all’emancipazione dalla famiglia, volti a migliorare la qualità della vita delle persone anziane fragili e percorsi di autonomia finalizzati all’inclusione sociale delle persone disabili.”
Accesso
“Le domande dovranno essere inviate tramite piattaforma informatica Bandi On Line https://www.bandi.regione.lombardia.it/procedimenti/new/bandi/home. Il termine per la realizzazione delle operazioni è previsto per il 30 settembre 2023.
Come andare in pensione nel 2022?
- Categoria: Previdenza
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In attesa che il nuovo Governo che andrà a formarsi dopo le prossime elezioni studi eventuali modifiche future per l'accessibilità alla pensione, abbiamo chiesto agli esperti della FNP Cisl dei Laghi di illustrarci le modalità attualmente in vigore.
Quota 102
“64 anni di età + 38 anni di contributi entro il 2022, con una finestra di 3 mesi per i dipendenti del privato e di 6 mesi per i dipendenti del pubblico.”
Ape sociale
“63 anni di età e 30 di contributi più almeno una di queste condizioni: disoccupazione, invalidità almeno al 74%, assistenza da almeno 6 mesi di un familiare disabile grave. Altra possibilità: 63 anni di età e 36 anni di contributi per lavori pesanti oppure 32 se si è edile o ceramista.”
Opzione donna
“Le dipendenti possono andare in pensione dopo 12 mesi dal compimento dei 58 anni + 35 anni di contributi entro il 2021. Le autonome possono andare in pensione dopo 18 mesi dal compimento di 59 anni di età, con 35 anni di contributi entro il 2021.”
Pensione di vecchiaia
“67 anni di età + 20 anni di contributi. Ai dipendente del privato, invalidi almeno all’80%, bastano 56 anni per le donne e 61 per gli uomini, con una finestra di 12 mesi.”
Pensione anticipata
“Se sei una donna, dopo 3 mesi dal raggiungimento di 41 anni e 10 mesi di contributi. Se sei un uomo, dopo 3 mesi dal raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di contributi.”
Pensione anticipata precoci
“Se hai lavorato almeno 1 anno prima dei 19 anni e rientri nelle categorie previste per l’ape sociale o usuranti, vai in pensione dopo 3 mesi dal raggiungimento di 41 anni di contributi.”
Pensione di vecchiaia per lavori gravosi/usuranti
“Se hai 66 anni e 7 mesi di età + 30 anni di contributi.”
Pensione lavori usuranti
“Se hai svolto lavori usuranti ed è presente una di queste condizioni: hai raggiunto quota 97,6 ottenuta con almeno 61 anni e 7 mesi di età + 35 di contributi solo come dipendente; hai raggiunto quota 98,6, ottenuta con almeno 62 anni e 7 mesi di età + 35 di contributi sia da lavoro dipendente che autonomo.”
Pensione lavori notturni
“Se hai svolto lavori notturni e hai: (da 72 a 77 notti per anno) quota 98,6, ottenuta con almeno 62 anni e 7 mesi di età + 35 anni di contributi solo da lavoro dipendente; (da 64 a 71 notti per anno) quota 99,6, ottenuta con almeno 63 anni e 7 mesi di età + 35 anni di contributi solo da lavoro dipendente; (da 72 a 77 notti per anno) quota 99,6, ottenuta con almeno 63 anni e 7 mesi di età + 35 anni di contributi da lavoro dipendente e autonomo; (da 64 a 71 notti per anno) quota 100,6, ottenuta con almeno 64 anni e 7 mesi di età + 35 anni di contributi da lavoro dipendente e autonomo.”
Nona salvaguardia
“Se hai ottenuto il riconoscimento per l’accesso puoi avere la pensione con requisiti inferiori a quelli attuali: ad esempio, se sei una donna e hai 20 anni di contributi da dipendente, per avere la pensione di vecchiaia bastano 63 anni e 3 mesi di età.”
Quota 100
“Se entro il 2021 hai maturato 62 anni di età + 38 anni di contributi, con una finestra di 3 mesi per i dipendenti del privato e di 6 mesi per i dipendenti del pubblico.”
Pensione in cumulo/computo/ totalizzazione
“Se non raggiungi i contributi necessari per la pensione in una sola gestione, puoi sommare i contributi versati nelle altre gestioni in cui sei iscritto.”
Assegno sociale
“Se hai 67 anni di età e non hai abbastanza contributi per la pensione oppure sei già pensionato ma il tuo reddito, insieme a quello del coniuge, è inferiore a un determinato limite, potresti aver diritto all’assegno sociale.”
Invalidità civile: nuove procedure semplificate
- Categoria: Previdenza
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Prosegue il progetto INPS di semplificazione del riconoscimento dell’invalidità civile, a sostegno del quale sono intervenuti i fondi garantiti dal PNRR. Abbiamo chiesto numi agli esperti della FNP Cisl dei Laghi: “la volontà è quella di velocizzare e automatizzare il processo di liquidazione dei sostegni economici, offrire informazioni aggiornate a tutti gli attori coinvolti nel processo e rendere disponibile al personale medico informazioni utili per la valutazione dello stato di invalidità”.
Secondo i dati, il progetto ad oggi ha ottenuto importanti risultati: “nel 2021 circa l’84% delle domande di indennità di accompagnamento sono state liquidate in modalità automatica e nel primo trimestre del 2022 sono già 320.000 le istanze istruite con tale procedura. Inoltre, a decorrere dal mese di aprile, l’Ente di Previdenza ha attivato la procedura automatica di liquidazione dell’assegno mensile di assistenza e della pensione di inabilità”.
Cosa può fare chi necessiti di assistenza? “Può rivolgersi al Patronato INAS -CISL, sempre impegnato in prima linea al fianco delle categorie più deboli, offrendo a loro, nonché a lavoratori, pensionati e famiglie, una consulenza tecnica, medica e legale per ogni tipo di prestazione sanitaria e assistenziale prevista dalla legislazione italiana”.
La posizione della CISL sulle dimissioni del Presidente Draghi
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Il Consiglio Generale della Cisl, riunito il 26 luglio 2022 in modalità telematica, sentita la Relazione del Segretario generale Luigi Sbarra, ne condivide e approva i contenuti, arricchiti dai contributi del dibattito.
Le dimissioni del Presidente del Consiglio, Mario Draghi, a seguito del venir meno di un patto di maggioranza, ispirato al principio di unità nazionale e il conseguente scioglimento anticipato delle Camere aprono una fase di cruciale transizione istituzionale e politica.
Di fronte alle enormi incognite che si stagliano sul futuro, la Cisl si riconosce pienamente nel messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, reso all’atto dello scioglimento anticipato delle Camere.
Nel motivare tale scelta inevitabile, il Capo dello Stato ha ricordato che il periodo che attraversiamo non consente pause negli interventi indispensabili per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale e ha richiamato tutti i partiti, “pur nell'intensa e, a volte, acuta dialettica della campagna elettorale” a dare un contributo costruttivo nell'interesse superiore dell'Italia.
L’importanza di questo monito è di tutta evidenza, alla luce delle gravi emergenze in cui il Paese è immerso. L’Italia si trova infatti ad affrontare questa nuova crisi nel mezzo della peggiore tempesta economica, sociale, sanitaria della sua storia e in prossimità di scadenze fondamentali, a partire dalla nuova Legge di Bilancio.
La Cisl chiede pertanto al Governo e al Parlamento di provvedere, nel più breve tempo possibile, a dare risposte forti di sostegno contro il carovita che sta erodendo i redditi e i risparmi delle fasce più deboli, evitando che misure essenziali, in presenza di un disagio sociale crescente, diventino vessilli da utilizzare nell’agone elettorale.
Gli effetti della guerra in Ucraina, la perdurante pandemia, la durissima inflazione con la conseguente perdita di potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, non consentono “vuoti decisionali”.
Rispondere a queste priorità e urgenze è da considerare a tutti gli effetti parte integrante e fondamentale nel disbrigo degli affari correnti.
In questo senso, il Consiglio Generale richiama le parole del Capo dello Stato quando sottolinea che il Governo, ancorché uscente, ha gli strumenti per affrontare le esigenze presenti e quelle che si presenteranno, assicurando la necessaria continuità nella gestione dell’emergenza.
Le dinamiche politiche non cambiano il bisogno di coesione e concordia che 18 mesi fa portò alla nascita del Governo Draghi.
Una domanda che ha generato un prolifico dialogo sociale, che ha visto protagonista la Cisl e ha permesso di raggiungere molti e importanti obiettivi. Occorre dare continuità a tale spirito di corresponsabilità sociale.
Di tutto ha bisogno il Paese fuorché del ritorno ad una politica gridata, fatta di slogan, veti incrociati, speculazioni, cesarismi e conflitto muscolare che, negli ultimi decenni, hanno paralizzato l’Italia impedendo innovazioni, riforme, investimenti strutturali.
Per questo, il Consiglio Generale lancia un appello alla responsabilità e chiede a tutti i gruppi parlamentari, ai partiti, alle altre organizzazioni di rappresentanza, di sostenere già dai prossimi giorni un’agenda sociale che è patrimonio negoziato, conquistato e condiviso dalle forze sociali autonome e riformiste.
Agenda che risponde ai reali bisogni del Paese e prevede il sostegno e il rilancio di salari e pensioni con misure di emergenza e una nuova politica dei redditi che valorizzi le relazioni industriali ed estenda la contrattazione.
Bisogna promuovere e generare uno sviluppo che dia nuove e solide opportunità di lavoro per giovani e donne, traguardare una riforma del fisco redistributiva e un modello previdenziale più flessibile e inclusivo entro la fine dell’anno.
E ancora: politiche attive e formazione, nuove strategie industriali ed energetiche, investimenti e riscatto del Mezzogiorno, scuola, pubblico impiego, aiuto alla non autosufficienza, governance partecipata delle risorse europee, rispetto alle quali occorre in particolare incardinare in modo saldo il cammino dei 55 obiettivi collegati al PNRR da portare al traguardo entro dicembre.
Essenziale infine l’evoluzione partecipativa delle relazioni industriali, secondo modelli che diano ai lavoratori maggiore ruolo nelle decisioni e negli utili d’impresa.
Il Consiglio Generale ritiene che queste priorità debbano trovare giusta collocazione nel programma di qualunque Governo e, nel rispetto rigoroso del principio di autonomia, incalza tutti i partiti a raccogliere questo compito storico e impegna gli organismi della Cisl a valutarne nel merito l’operato, già dai prossimi provvedimenti.
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