Cambio al vertice del sindacato pensionati della Cisl: Emilio Didonè è il nuovo Segretario Generale. Dopo un periodo di reggenza affidata a Daniela Fumarola, Segretario confederale della Cisl, la Fnp sarà quindi guidata da Emilio Didonè, eletto all’unanimità nel corso del Consiglio generale della Cisl Pensionati che ha avuto luogo all’Auditorium “Donat Cattin” a Roma, alla presenza del segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, e di tutta la Segreteria.

“Un anno di lavoro formidabile, di infaticabile impegno sia nella rappresentanza esterna, sia nella cucitura e nel consolidamento organizzativo”: così Sbarra ha ringraziato Daniela Fumarola, che ha governato da reggente la fase di transizione nella FNP, “coordinando in maniera esemplare energie e proposte nella valorizzazione della collegialità”. Sbarra ha poi fatto gli auguri di buon lavoro a Emilio Didonè eletto nuovo Segretario Generale della FNP Cisl, ed alla Segreteria che lo accompagnerà in questi anni di lavoro. “Con la sua serietà, il suo bagaglio sindacale, la sua generosità, Emilio ha le qualità per estendere e radicare la rappresentanza della FNP in questi tempi cruciali e difficili”.

Emozionate le prime parole del neo-segretario Didonè che ha ringraziato il segretario generale Sbarra, l’intera Cisl e la FNP per questo incarico: “Considero un privilegio essere stato chiamato a guidare il sindacato dei pensionati della Cisl”, ha dichiarato. “Sono consapevole di essermi assunto una grande responsabilità ma sono certo che con la collaborazione dei nuovi colleghi di segreteria, Anna Maria Foresi e Girolamo Di Matteo, oltre che di tutto il gruppo dirigente FNP, continueremo nel percorso già tracciato.”

Percorso che la FNP proseguirà sostenendo tutte le iniziative della Cisl: dalla richiesta di riforma della previdenza, alle tre mobilitazioni nazionali unitarie previste a maggio, alla raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare sul coinvolgimento dei lavoratori alla gestione delle imprese.

 

 

Luigi Sbarra, Segretario Generale Nazionale della CISL, ha festeggiato il Primo Maggio a Potenza. Nel capoluogo lucano ha preso la parola di fronte ad una Piazza Mario Pagano gremita, affrontando diversi argomenti.

Tra questi, l'importanza della dignità del lavoro: “con la nostra azione vogliamo rendere il lavoro, sempre di più, un’attività umana degna, dignitosa. Vogliamo affermare la sua vera e piena dignità, il lavoro come partecipazione di ognuno alla crescita della comunità, il lavoro che deve crescere in qualità e quantità. È lungo, lo sappiamo, il cammino che ancora ci separa da questa meta. Tanto che anche oggi siamo costretti a riconoscere che il lavoro troppo spesso non è il “luogo” della dignità, della realizzazione, dell’emancipazione, della creatività. C’è il lavoro oggi che si scontra con le grandi disuguaglianze generazionali, di genere, geografiche, territoriali. C’è il lavoro che mortifica quando si traduce in precarietà, quando precipita nella schiavitù del caporalato, quando diventa sfruttamento dei più deboli, delle donne, degli immigrati. C’è il lavoro che ferisce e uccide e questa è la piaga più terribile di un Paese che vuole dirsi civile, un Paese che vuole e deve ad ogni costo liberarsi, perché ogni vita persa o ferita su un luogo di lavoro è una grande ferita per la nostra democrazia. C’è il lavoro che manca”.

Nel suo discorso, poi, Sbarra è sceso più nello specifico: “siamo in fondo alle classifiche europee per capacità di far incontrare domanda e offerta. Per il numero di giovani, più di tre milioni, che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi di formazione. Per la percentuale di donne, specialmente al Sud, senza occupazione. E poi c’è il lavoro che pur essendoci, fa restare povere le persone. Un esercito di lavoratori dipendenti o autonomi, quasi sei milioni, che sta, con grande dolore, a cavallo di quella soglia di marginalità sociale che segna il confine tra l’essere e il non essere. Precari, part-time, troppo spesso involontari, immigrati, persone a servizio di algoritmi o impiegate nel turismo, giovani del Sud, donne che faticano ad arrivare alla fine del mese. Se vogliamo che l’Italia continui ad essere “fondata sul lavoro” è decisivo agire per restituirgli centralità”.

Come superare questi annosi problemi? “Va aperta una nuova stagione delle politiche del lavoro in questo Paese. Sul piano dei salari, innanzitutto. Non c’è bisogno di statistiche, per capire quanto la fiammata inflazionistica abbia reso ancora più pressante questo problema. Lo abbiamo detto tante volte e lo ripetiamo oggi: serve una nuova politica dei redditi, che faccia recuperare potere d’acquisto a lavoratori, pensionati e famiglie. Dobbiamo abbattere le tasse sui lavoratori e pensionati iniziando, come ieri ci ha confermato il Governo rispondendo ad una nostra precisa rivendicazione, a ridurre in maniera ancora più forte il cuneo fiscale in modo ancora più ampio rispetto a quanto si sta prevedendo di fare e rendendolo strutturale per difendere i salari e anche per pensioni che vanno assicurati ad una piena indicizzazione e perequazione”.

Ma molti altri sono stati i punti toccati da Sbarra nel suo intervento, che possono essere sintetizzate nella sua chiosa finale: “sono tante le sfide che abbiamo davanti e che per il nostro paese si possono racchiudere in una sola parola: ricostruzione. Una costruzione nuova che riuscirà solo se il mondo del lavoro sarà veramente protagonista. E’ solo con il contributo e la responsabilità di tutti che affrontiamo questa emergenza economico-sociale, costruendo una visione di medio-lungo periodo. E questo lo vogliamo fare insieme, non c’è occasione migliore del primo maggio per ribadirlo: il sindacato c’è. Lo sappia il Governo, lo sappiano le associazioni datoriali. Il sindacato c’è e come è sempre stato nei momenti decisivi della storia di questo Paese, farà sino in fondo, con responsabilità la sua parte!”

 

Cambio della guardia alla guida della Rappresentanza Locale Sindacale della FNP Cisl di Lomazzo.

Il posto occupato per diversi anni da Sergio Fagini, che ha raggiunto i termini di età previsti dallo statuto della Federazione Nazionale Pensionati cislina, è stato infatti preso da Vincenzo Nisi, ormai ex Segretario Generale della FAI, la Federazione Agricola Alimentare Ambientale Industriale Italiana cislina. Abbiamo quindi incontrato Vincenzo nella sede di via del Rampanone, per farci raccontare un po' di lui e del suo percorso.

“Ho una storia sindacale molto recente. A livello lavorativo ho avuto varie esperienze, mi è sempre piaciuto molto cambiare e farlo anche spesso per imparare tante cose nuove, per evitare di arrivare ad annoiarmi nel fare ciò che facevo. Per un certo periodo della mia vita ho fatto anche l'imprenditore e per tanti anni sono stato volontario della Croce Rossa. Poi un bel giorno di diversi anni fa ho incontrato una persona che ha segnato il mio cammino. L'azienda in cui lavoravo in quel momento ha attraversato un periodo di crisi ed appaltato alcuni servizi, tra cui il settore in cui lavoravo io, e quella è stata l'occasione in cui ho conosciuto Caterina Valsecchi, allora Segretaria Generale della FAI CISL di Como. L'incontro con lei mi avvicinò alla realtà sindacale, mi iscrissi alla CISL perché in primis quella persona e poi quell'organizzazione esprimevano il mio modo di pensare”.

Era il 2008, da allora sono passati 15 anni e sono stati 15 anni intensi per Vincenzo. “Venni immediatamente eletto delegato nell'azienda in cui lavoravo, poi dopo un corso di formazione di base mi venne proposto di fare un'esperienza sindacale fuori dall'azienda, della durata di due anni, in un progetto che si muoveva su un territorio molto ampio che comprendeva le province di Como, Varese, Lecco e Monza-Brianza. E' stata un'esperienza molto coinvolgente e formativa, perché fare sindacato per una persona come me che tende a stancarsi presto di quello che fa è un po' come trovare la propria pace interiore. Fare sindacato significa infatti relazionarsi tutti i giorni con la realtà, e la realtà è in continuo mutamento. Non ci si può stufare”.

Dopo essere entrato nella Segreteria FAI di Monza, quindi, Vincenzo nel 2016 torna sul territorio da cui era partito: “venni chiamato per sostituire proprio Caterina Valsecchi alla guida della FAI dei Laghi. Nel mio periodo sindacale il mondo, anche quello del lavoro, ha dovuto affrontare tre grosse crisi: prima quella economica attorno al 2010, poi il Covid, infine la guerra in Ucraina. Nell'arco di quindici anni, quindi, ci siamo trovati ad affrontare tre crisi che un tempo si vivevano mediamente ogni trent'anni. Gli stimoli sono stati tanti, per fortuna quello alimentare è un settore che risente meno di altri delle crisi e, nonostante tutto, gli ultimi tre contratti nazionali sono stati chiusi bene”.

Nel 2022 arriva quindi la pensione, con la sua ormai ex categoria che passa nelle mani della giovane Irene Roncoroni, operatrice sindacale cresciuta sul territorio dei Laghi. Nemmeno il tempo di ambientarsi alla nuova vita, che ecco arrivare la chiamata della FNP: “a spingermi ad accettare è stato lo stimolo a costruire, fare, sperimentare, la vita è apprendimento continuo io non sono mai stato il tipico soggetto che viene, timbra, fa quello che deve e se ne va. Voglio essere un valore aggiunto, uno stimolo al cambiamento, al miglioramento. Una cosa che mi hanno insegnato è che essere sindacalista significa essere al servizio di chi ha bisogno e di chi ha voglia con me di intraprendere questa avventura. Questa sarà inevitabilmente la mia ultima categoria, ma una persona non invecchia fin quando ha voglia di apprendere. Una voglia che a me, oggi, proprio non manca!”

 

“L'Italia si cura con il lavoro” è stato lo slogan che CGIL, CISL e UIL hanno scelto per celebrare la festa dei lavoratori di quest'anno. Una festa che, come al solito, ha visto scendere decine di migliaia di persone nelle piazze di tutta Italia. Questo è successo anche nel territorio dei Laghi, con due differenti manifestazioni organizzate sia a Como che a Varese.

Ad intervenire nella città lariana è stata Paola Gilardoni della Segreteria della CISL locale, la quale nel proprio discorso ha toccato alcuni punti importanti che riguardano proprio il mondo del lavoro nel nostro Paese, a partire dal fatto che “come ricordatoci dal Presidente Mattarella, la storia della Repubblica si deve associare alla “storia del lavoro, quale motore della trasformazione del nostro Paese.” L’impegno nel lavoro, inoltre, quale contributo responsabile alla vita della comunità, concorre a promuovere esperienze di democrazia economica e sociale”.

Più nello specifico, la mobilitazione di quest'anno si collega “alla campagna di mobilitazione unitaria avviata per ottenere dal Governo riforme capaci di attuare i valori ed i principi della Costituzione a partire dalla centralità del lavoro, della giustizia sociale e dell’unità del Paese. Una campagna che porterà alla manifestazione di sabato 13 maggio a Milano. Stiamo richiedendo un vero tavolo di confronto, e non informative, su investimenti e riforme di cui ha necessità il Paese: attuazione dei progetti del PNRR nei tempi previsti dagli impegni assunti con l’Europa, una riforma del sistema fiscale che risponda a criteri di equità, solidarietà e progressività, una reale tutela delle retribuzioni dall’inflazione ed il rinnovo dei contratti collettivi”.

Nel corso della manifestazione comasca è intervenuta anche Nicoleta Dobrescu, delegata di un'importante azienda tessile del territorio. Nel corso del suo intervento Nicoleta ha spiegato come nel mondo di oggi serve più che mai “una compartecipazione dei lavoratori, attraverso le RSU, alla buona gestione delle aziende. Una vicinanza tra lavoratori ed azienda, un giocare di squadra, non può che far bene ad entrambi. Il nostro Segretario nazionale, Luigi Sbarra, sta rivendicando per questo la piena applicazione dell'articolo 46 della Costituzione. Nonostante la sua veneranda età, la nostra Costituzione è in auge ancora oggi!”

Tra i temi toccati nel suo intervento, anche due questioni sempre molto centrali nel dibattito interno al mondo del lavoro: la sicurezza e le differenze di genere: “nella mia azienda mi occupo anche di sicurezza, e per fortuna la situazione da noi è sotto controllo. Esprimo però la nostra vicinanza a tutte le persone vittime di incidenti sul posto di lavoro. In Italia circa 2 persone ogni giorno perdono la vita lavorando, una cosa che non è più tollerabile! Così come nel 2023 è inaccettabile che le donne percepiscano, spesso, ancora meno dei loro colleghi uomini, a parità di mansioni. E non è nemmeno possibile che ancora oggi ad una donna venga chiesto, in sede di colloquio, se ha intenzione di fare figli. Siamo persone allo stesso modo, dobbiamo essere trattate in modo equo, senza discriminazioni!”

 

Il 31 marzo sono scaduti i certificati di esenzione per reddito dei ticket sanitari. È fondamentale conoscere chi ha diritto all’esenzione e come si può richiedere. Per questo occorre conoscere le procedure da seguire per presentare domanda di esenzione. Per questo motivo abbiamo chiesto ad un'esperta del settore, Rosa Perego della Segreteria della FNP Cisl dei Laghi, così da approfondire il tema.

Chi è esentato dal pagamento?
“Esistono una serie di condizioni per le quali si è esentati dal pagamento della somma, come particolari situazioni di reddito, presenza di determinate patologie croniche o rare, riconoscimento dello stato di invalidità ed altri casi specifici come la gravidanza.”

Quali sono requisiti reddituali?
“È necessario fare riferimento ai codici di esenzione previsti per legge: E01- Riguarda cittadini di età inferiore a 6 anni e superiore a 65, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro; E02 - È il codice di riferimento per chi è disoccupato appartenente ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo inferiore a 8263,81 euro, incrementato a 11.362,05 in presenza del coniuge e di 516,46 euro per ogni figlio a carico; E03 - riguarda i titolari di pensioni sociali e loro famigliari; E04 - Con questo codice sono caratterizzati i pensionati di età superiore ai sessant’anni con familiari a carico e un reddito annuo complessivo inferiore a 8263,31 euro, aumentato a 11362,05 euro in presenza di un coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico.”

Esenzione per malattie croniche e rare
“Collegandosi al portale del ministero della Salute salute.gov.it – Banche dati e anagrafi, è disponibile l’archivio telematico delle malattie croniche e di quelle rare riconosciute. Nell'elenco di queste ultime rientrano quelle con una prevalenza inferiore al limite stabilito a livello europeo di cinque casi su 10 mila abitanti. I criteri definiti dalla normativa per cui possa operare l’esenzione sono: rarità, gravità clinica, grado di invalidità ed onerosità della quota di partecipazione (derivante dal costo del trattamento sanitario).”

Rinnovo esenzione ticket: come richiederlo?
“Per essere esonerato dal pagamento ogni anno, bisogna presentare al CUP della Asl di residenza, secondo le modalità indicate da Regione Lombardia, un’autocertificazione per essere esonerati alle visite specialistiche ed all’assistenza farmaceutica. A chi ha già una esenzione totale dal ticket per altri motivi (ad esempio per invalidità), non serve richiedere anche l’esenzione per reddito perché in ogni caso non è tenuto al pagamento di alcun ticket. A partire dal 1° Aprile 2023, il cittadino dovrà contattare il medico di famiglia.”