Previdenza Flash - n. 4 - 28 gennaio 2019
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Sulla Gazzetta Ufficiale di ieri è stato pubblicato il decreto legge n° 4 del 28 gennaio 2019 contenente le norme attuative di "quota 100" "opzione donna" "reddito di cittadinanza" ed altro.
Quella offerta in questo numero di Previdenza Flash è una primissima lettura del decreto sulla base del testo ufficiale.
In questi ultimi tempi sono circolati testi variegati e non affidabili.
Sul reddito di cittadinanza si tornerà al più presto ( provvedimento molto molto complesso anche da interpretare).
Reddito di Cittadinanza 2019
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Il 17 gennaio scorso, dopo numerose modifiche alla bozza della Legge di Bilancio, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legge relativo al Reddito di Cittadinanza.
Saranno circa 1,7 milioni le famiglie beneficiarie di questa misura, tra cui 250 mila nuclei familiari con componenti disabili. Il reddito e le pensioni di cittadinanza dovrebbero raggiungere in totale quasi 5 milioni di persone.
Secondo il programma di governo, ai beneficiari verranno distribuiti circa 7 miliardi di euro nei nove mesi di applicazione del 2019 (aprile-dicembre).
A febbraio sarà pronto il sito internet che informerà i cittadini della documentazione necessaria per richiedere il sussidio, a marzo il sito sarà pronto per ricevere le domande e dal mese di aprile si inizierà ad erogare il Reddito di Cittadinanza sulle card elettroniche.
I requisiti per riceverlo
Cittadini italiani o europei ed extracomunitari in regola e con permesso di lungo soggiorno potranno richiedere di ottenere il beneficio, a patto che siano residenti in Italia da almeno 10 anni.
Il sussidio andrà al nucleo familiare oppure al single, a seconda di alcuni requisiti economici. Sarà infatti necessario possedere un Isee massimo di 9.360 euro e un reddito familiare inferiore alla soglia di 6.000 euro annui per un single (9.360 euro se in affitto) incrementata secondo una scala di equivalenza per le famiglie (0,4 per ogni componente maggiorenne e 0,2 per ogni minore con un massimo di 2,1, quindi 12.600 euro).
Sale a 20.000 euro se in famiglia è presente una persona disabile.
Il patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa, non dovrà superare i 30.000 euro l'anno.
Il patrimonio mobiliare (cioè conti in banca, libretti di deposito o titoli) non deve essere superiore a 6.000 euro accresciuto di 2.000 euro per ogni componente della famiglia (fino a un massimo di 10.000), aumentato di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo.
A questi massimali si aggiungono poi 5.000 euro per ogni componente della famiglia con disabilità.
I nuclei familiari con persone con disabilità che beneficeranno di un’integrazione dovrebbero essere 255.000.
L’importo del beneficio
È previsto che il sussidio arrivi a un massimo di 780 euro mensili: di questi, il reddito massimo è di 500 euro a nucleo (6.000 all’anno), più eventuali 280 euro per chi vive in affitto o 150 per chi paga un mutuo.
Il beneficio, in ogni caso, è un’integrazione al reddito, quindi se si dispone già di un importo si riceverà un assegno pari alla differenza (300 euro nel caso di un single con reddito di 200, ad esempio).
Per le famiglie l’importo può aumentare in base al numero dei componenti: una famiglia composta da due adulti e tre figli (due minorenni) riceverà, ad esempio, 1.300 euro.
La pensione di cittadinanza, invece, è destinata ai nuclei composti esclusivamente da una o più persone con più di 65 anni e un reddito familiare inferiore a 7.560 euro annui. Sarà pari, nel caso di massimo beneficio, a 780 euro se il pensionato vive da solo e a 1.032 euro per un nucleo familiare.
Le offerte lavorative
I beneficiari del reddito maggiorenni dovranno sottoscrivere un patto per il lavoro o un patto per la formazione, aderendo a un percorso personalizzato di inserimento lavorativo e inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, completamento degli studi e reinserimento professionale.
Si riceveranno tre offerte di lavoro durante la fruizione del sostegno: nei primi sei mesi, sarà considerata “congrua” un'offerta entro 100 chilometri dalla residenza, tra il sesto e il 12° mese entro 250 km ed oltre il 18° mese (quindi dopo il rinnovo del reddito) ovunque in Italia, a meno che in famiglia non ci siano minori o disabili. In quest’ultimo caso si continuerà a ricevere il beneficio per tre mesi.
Come richiedere il reddito
Per richiedere il reddito sarà possibile accedere ad un sito internet apposito, senza necessariamente doversi recare agli sportelli postali o ai Caf.
Dopo le verifiche dell'Inps il reddito sarà erogato con una normalissima carta elettronica di Poste italiane.
Dopo l'accesso al programma, entro 30 giorni, si sarà contattati dai soggetti attuatori.
Il reddito per le imprese
Le aziende che assumono un beneficiario a tempo pieno e indeterminato, senza licenziarlo senza giusta causa o giustificato motivo per 2 anni, riceveranno l'importo percepito dal neo-assunto per i mesi rimanenti fino alla fine del ciclo di 18 mesi (o comunque per un minimo di cinque mesi).
Per donne e disoccupati da lungo tempo, all'impresa viene corrisposta una mensilità extra.
Le aziende percepiscono invece metà dell'importo (sempre fino a fine ciclo) nel caso in cui il beneficiario usufruisca di un corso di formazione per l'impiego o dell'ausilio delle agenzie per il lavoro (a cui andrà il restante 50%).
Le agevolazioni sono concesse a patto che l'impresa aumenti il numero di dipendenti.
Inoltre, per i beneficiari che avviano un'attività lavorativa autonoma o di impresa individuale è riconosciuto un sostegno aggiuntivo fino a 6 mensilità.
Chi sarà escluso dal reddito
Sarà escluso dal reddito di cittadinanza chi non sottoscrive il patto per il Lavoro e per l'Inclusione Sociale, chi non partecipa alle iniziative formative o non presenta una giustificazione, chi non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni, chi rifiuta la terza offerta congrua, chi non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio reddito e chi fornisce dati falsi.
In quest’ultimo caso, il decreto prevede una norma “anti furbi” che punisce chi fornisce “dati o notizie non rispondenti al vero” con pene dai 3 ai 6 anni di carcere.
Infine, chi non spenderà entro il mese i soldi con la card li perderà.
La posizione di FNP
Pur condividendo la necessità di adottare uno strumento di contrasto della povertà, permangono ancora dei dubbi riguardo alla possibilità di realizzare e concretizzare pienamente il reddito di cittadinanza.
Pensiamo solamente alla mancata sistematizzazione dei centri per l’impiego in tutta Italia che dovrebbero rappresentare un elemento fondamentale e imprescindibile per il funzionamento di questa misura di sostegno.
Così come permangono dei dubbi sul fatto che il reddito di cittadinanza favorirà la creazione di posti di lavoro.
I prossimi mesi saranno quindi decisivi per valutare l’impatto di questa nuova misura.
Leggi qui il testo definitivo del Decreto Legge sul Reddito di Cittadinanza
Quota 100, nota Cisl: "opportunità per i lavoratori, ma il sistema dovrà essere ulteriormente riformato"
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La Cisl Nazionale ha commentato in una nota diffusa su tutto il territorio l'introduzione di "Quota 100", legge varata dal Governo in carica attualmente e valida da aprile 2019 (ma solo per chi avrà maturato i requisiti a dicembre 2018).
“Le possibilità di andare in pensione con "Quota 100" - spiega la nota Cisl - con cui si chiede un minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi, rappresenta sicuramente un'opportunità per molte lavoratrici e lavoratori, ma il sistema previdenziale dovrà continuare ad essere riformato: tante donne e tanti lavoratori discontinui non riusciranno ad accedervi, perché 38 anni di contributi sono tanti e mancano meccanismi compensativi per queste situazioni, come ad esempio abbiamo ottenuto per le donne con figli nel caso dell'Ape sociale appena prorogata. Si penalizzano ancora i lavoratori del pubblico impiego perché per loro il pagamento della pensione si sposta in avanti di 6 mesi, così come la soluzione trovata per anticipare in parte il pagamento del trattamento di fine servizio tramite il sistema bancario, sebbene sia un'opportunità, non possiamo considerarla ancora la soluzione alla questione posta, e cioè trattamenti uguali per dipendenti pubblici e privati. Inoltre, se aver bloccato l'incremento dei requisiti per aspettativa di vita sulla pensione anticipata e per i lavoratori precoci è un passo positivo questo non basta perché bisogna bloccare l'incremento dei requisiti anche per la pensione di vecchiaia, per la quale quest'anno sono richiesti 67 anni di età che aumenteranno ancora nel futuro".
Che posizione assume, quindi, la Confederazione Italiana Sindacati lavoratori?
"Confermiamo al Governo le nostre richieste: vogliamo aprire un confronto per la pensione contributiva di garanzia dei giovani che vada oltre la misura della “facoltà di riscatto” prevista nel decreto, la pensione con 41 anni a prescindere dall'età per tutti, agevolare la pensione per chi svolge lavori gravosi e riaprire la Commissione di Studio specifica che era stata prevista nella precedente legge di stabilità, tutelare dal punto di vista previdenziale il lavoro di cura, trovare una soluzione definitiva per gli esodati, promuovere davvero la previdenza complementare rafforzando le agevolazioni fiscali e riaprendo un semestre di silenzio-assenso, rafforzare il ruolo delle parti sociali nella governance degli enti di previdenza”.
Il comunicato della Cisl fa riferimento anche al reddito di cittadinanza specificando che “il reddito di cittadinanza introdotto è una misura particolarmente complessa che vuole ottenere un ambizioso duplice obiettivo: l’attivazione lavorativa e il contrasto alla povertà. Per quest’ultimo obiettivo era già in vigore il REI, del quale si sarebbero potuti mutuare gli aspetti positivi, scaturiti da un lungo processo di concertazione con i principali attori sociali e Istituzionali del paese. Per quanto riguarda invece l’attivazione lavorativa, principale via per le famiglie di uscire dalle difficoltà economiche nelle quali si trovano, riteniamo difficile che tale misura possa contribuire ad aumentare l’occupazione, poiché non è stata accompagnata, nella Legge di bilancio, da adeguati investimenti per la crescita e in particolare lo sblocco delle infrastrutture. Il RC potrà incrementare i consumi e dunque la domanda aggregata (retroagendo in positivo sulla crescita economica), ma rischia altresì, nonostante gli incentivi previsti, d’incrementare forme di assistenzialismo soprattutto nei settori più a margine e nei territori disagiati. La fissazione di una misura di contrasto alla povertà di importo elevato, sia pur collegato all’ISEE, associato alla possibilità di reiterare infinitamente il rinnovo, rischia di favorire proprio i disincentivi all’occupazione. Inoltre si è scelto di mantenere fisso l’importo del beneficio anche in presenza di una riduzione delle risorse dedicate rispetto a quelle inizialmente previste e questo ha determinato una scelta della scala di equivalenza meno favorevole rispetto a quella dell’ISEE che penalizza i disabili e le famiglie numerose, in particolare quelle con minori, ovvero proprio quelle che hanno visto crescere la povertà in maniera più marcata. Questo crea iniquità e va corretto nel passaggio parlamentare. Non condividiamo inoltre il vincolo imposto sulla residenza di 10 anni per gli stranieri che risulta discriminatorio e rischia di violare le normative comunitarie. Il nuovo strumento sostiene dunque il reddito dei più disagiati, ma non favorisce l’incremento dell’occupazione e rischia di risultare veicolato prevalentemente a favore dei singoli e delle coppie e non abbastanza verso i minori, ovvero quelli per i quali la condizione di povertà segna più profondamente l’intera vita".
Infine l'ultimo passaggio della nota Cisl si concentra sui Centri per l'Impiego.
"Riteniamo positivo un loro potenziamento, però devono finalmente diventare lo strumento per offrire sostegno a tutte le persone in cerca di occupazione, non soltanto a chi è al di sotto di certe soglie Isee. Una forte criticità è legata all’inserimento dei “navigator” con contratti di collaborazione, che andranno, paradossalmente, ad ampliare il bacino dei precari già presenti nei Centri. Snodo centrale, su cui si fanno solo primi passi, sarà il recupero di un rapporto tra Centri per l’impiego e mondo produttivo per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che non è mai esistito e che invece è fondamentale, anche per far funzionare il meccanismo del nuovo RC”.
Quota 100: rivolgiti all'INAS per uno studio personalizzato della tua posizione contributiva!
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