L'INPS ha confermato il calendario dei pagamenti delle pensioni per il mese di luglio 2026.

L'accredito dei trattamenti pensionistici, previdenziali e assistenziali avverrà a partire da mercoledì 1° luglio, primo giorno bancabile del mese, sia per chi riceve la pensione tramite banca sia per chi utilizza Poste Italiane.

Accredito su conto corrente

Per i pensionati che hanno scelto l'accredito su conto corrente bancario o postale, il pagamento sarà disponibile a partire da mercoledì 1° luglio 2026.

Ritiro in contanti presso gli Uffici Postali

Chi invece riscuote la pensione in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane dovrà attenersi al consueto calendario alfabetico predisposto per distribuire gli accessi ed evitare lunghe attese.

Il calendario previsto è il seguente:

  • A - B: mercoledì 1° luglio

  • C - D: giovedì 2 luglio

  • E - K: venerdì 3 luglio

  • L - O: sabato 4 luglio (solo al mattino)

  • P - R: lunedì 6 luglio

  • S - Z: martedì 7 luglio

Verificare sempre le comunicazioni del proprio Ufficio Postale

Le date riportate rappresentano il calendario di riferimento, ma potrebbero subire variazioni in base alle esigenze organizzative dei singoli uffici postali.

Per questo motivo è sempre consigliabile verificare gli avvisi esposti presso il proprio Ufficio Postale prima di recarsi allo sportello.

Dove trovare maggiori informazioni

Per ulteriori chiarimenti è possibile consultare il sito di Poste Italiane oppure contattare il numero verde gratuito 800.00.33.22.

Per informazioni e assistenza in materia previdenziale è inoltre possibile rivolgersi alle sedi della FNP CISL dei Laghi e del Patronato INAS CISL, presenti sul territorio.

Copertina

 

Sono in corso nuovi tentativi di truffa tramite SMS ed e-mail che utilizzano riferimenti apparentemente collegati all’INPS per convincere i cittadini a cliccare su link fraudolenti e inserire i propri dati personali.

In particolare, è stato segnalato l’utilizzo di un indirizzo web sospetto simile a:

hxxps[://]aggiorna-datinps[.]it/

Si tratta di un link da non aprire.

Come funziona la truffa

I truffatori inviano messaggi via SMS o posta elettronica invitando l’utente ad aggiornare i propri dati, verificare la posizione personale o completare una presunta procedura urgente.

L’obiettivo è spingere la persona a cliccare su un collegamento esterno che può portare a pagine false, costruite per sembrare siti istituzionali.

Una volta entrati nella pagina, può essere richiesto di inserire:

  • dati anagrafici;
  • codice fiscale;
  • credenziali di accesso;
  • dati bancari o della carta;
  • altre informazioni personali.

Questi dati possono poi essere utilizzati per furti d’identità, accessi non autorizzati o altre attività fraudolente.

Cosa fare se si riceve il messaggio

In caso di ricezione di SMS o e-mail sospette è importante seguire alcune regole semplici:

  • non cliccare sul link;
  • non inserire dati personali;
  • non fornire credenziali, codici o informazioni bancarie;
  • non rispondere al messaggio;
  • cancellare la comunicazione sospetta;
  • in caso di dubbio, verificare sempre tramite i canali ufficiali.

Attenzione ai messaggi urgenti

Molte truffe fanno leva sull’urgenza, utilizzando frasi che invitano ad agire subito per evitare blocchi, sospensioni o problemi con prestazioni e servizi.

È proprio in questi casi che bisogna prestare maggiore attenzione.

Gli enti istituzionali non chiedono l’inserimento di dati personali o bancari tramite link ricevuti via SMS o e-mail non verificati.

A chi rivolgersi

Chi ha dubbi su comunicazioni ricevute o teme di aver cliccato su un link sospetto può rivolgersi ai canali ufficiali dell’ente interessato o chiedere supporto presso le sedi competenti.

Per informazioni e orientamento è possibile rivolgersi anche alle sedi FNP CISL dei Laghi e al Patronato INAS, che possono aiutare i cittadini a verificare correttamente le comunicazioni ricevute.

Non abbassare la guardia

Le truffe digitali sono sempre più frequenti e spesso utilizzano nomi e loghi di enti conosciuti per apparire credibili.

Il consiglio principale resta sempre lo stesso: non cliccare su link sospetti e non fornire mai dati personali o bancari attraverso messaggi ricevuti via SMS o e-mail.

Buone notizie per chi possiede ancora una carta d’identità cartacea. Il termine previsto per la sua dismissione, inizialmente fissato al 3 agosto 2026, è stato infatti posticipato, evitando a molti cittadini la necessità di procedere immediatamente al rinnovo del documento.

Cosa cambia

La novità principale riguarda la validità delle carte d’identità cartacee che riportano una scadenza successiva al 3 agosto 2026.

In questi casi il documento resterà valido fino alla data di scadenza indicata sul retro della carta stessa e non sarà quindi necessario anticipare il rinnovo per il solo fatto che si possiede ancora la versione cartacea.

Resta invece fermo l’obbligo di rinnovo per tutti i documenti che scadono prima del 3 agosto 2026.

Attenzione ai viaggi all’estero

La proroga della validità riguarda l’utilizzo della carta d’identità sul territorio nazionale, ma non elimina una limitazione importante.

Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non potrà più essere utilizzata per espatriare o per viaggiare all’estero.

Chi prevede di recarsi fuori dall’Italia dovrà quindi dotarsi della Carta d’Identità Elettronica (CIE), che diventerà il documento necessario per l’espatrio nei Paesi in cui è consentito viaggiare con la sola carta d’identità.

Perché è stata concessa la proroga

La decisione è stata adottata per evitare disagi ai cittadini e alleggerire il carico degli uffici comunali.

Senza questa proroga, molte persone avrebbero dovuto richiedere contemporaneamente il nuovo documento elettronico, con il rischio di lunghe attese e difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici.

La misura garantisce quindi la continuità nell’utilizzo dei documenti già in possesso dei cittadini fino alla loro naturale scadenza.

Come richiedere la Carta d’Identità Elettronica

La Carta d’Identità Elettronica può essere richiesta presso il proprio Comune di residenza.

La domanda può essere presentata fino a 180 giorni prima della scadenza del documento in possesso.

Per il rilascio è necessaria una fototessera, in formato cartaceo oppure digitale nei casi previsti dai servizi online dedicati.

La durata della CIE varia in base all’età del titolare:

  • 3 anni per i bambini fino a 3 anni di età;

  • 5 anni per i minori tra 3 e 18 anni;

  • 10 anni per i cittadini maggiorenni.

Un consiglio utile

Chi possiede ancora una carta d’identità cartacea dovrebbe verificare fin da ora la data di scadenza del proprio documento.

In particolare, se si stanno programmando viaggi all’estero dopo il 3 agosto 2026, è opportuno richiedere per tempo la Carta d’Identità Elettronica, evitando inconvenienti o ritardi a ridosso della partenza.

 

Con l’avvicinarsi della scadenza del 16 giugno per il versamento dell’acconto IMU 2026, è importante fare il punto sulle principali regole che disciplinano l’imposta municipale propria, con particolare attenzione alle agevolazioni previste per alcuni immobili e alle esenzioni riconosciute dalla normativa. Occorre ricordare che molte riduzioni e agevolazioni dipendono dalle delibere approvate dai singoli Comuni. Per questo motivo è sempre consigliabile verificare le disposizioni in vigore nel Comune in cui si trova l’immobile.

Riduzioni per immobili sfitti e inagibili

La normativa consente ai Comuni di prevedere agevolazioni specifiche per particolari tipologie di immobili. Tra queste vi sono:

  • riduzioni fino al 50% dell’imposta per immobili sfitti o non utilizzati, secondo quanto stabilito dal regolamento comunale;
  • esenzione o riduzione dell’imposta per fabbricati dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali o eventi eccezionali, nei casi previsti dalla normativa vigente.

Poiché le condizioni possono variare da Comune a Comune, è opportuno verificare sempre le delibere locali.

Quando non si paga l’IMU

Esistono alcune situazioni nelle quali il pagamento dell’IMU non è dovuto. L’esenzione riguarda in particolare:

  • l’abitazione principale e le relative pertinenze, ad eccezione degli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di lusso);
  • gli alloggi sociali destinati ad abitazione principale;
  • la casa familiare assegnata dal giudice al genitore affidatario dei figli;
  • gli immobili occupati abusivamente, purché sia stata presentata regolare denuncia all’autorità competente.

Le scadenze dell’IMU 2026

Il pagamento dell’IMU è normalmente suddiviso in due rate annuali. Le principali scadenze sono:

  • 16 giugno 2026: versamento dell’acconto, calcolato sulla base delle aliquote applicate nell’anno precedente;
  • 16 dicembre 2026: versamento del saldo, con eventuale conguaglio sulla base delle aliquote definitive deliberate dal Comune.

Resta comunque possibile effettuare il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

Come effettuare il pagamento

L’IMU può essere versata attraverso:

  • modello F24;
  • bollettino postale dedicato;
  • sistema PagoPA.

In molti Comuni è inoltre disponibile la consultazione dell’IMU precompilata tramite l’App IO o altri servizi digitali messi a disposizione dall’amministrazione comunale.

Hai dimenticato di pagare? C’è il ravvedimento operoso

Chi non riesce a rispettare la scadenza del 16 giugno può regolarizzare la propria posizione attraverso il cosiddetto ravvedimento operoso. Questo strumento consente di versare l’imposta dovuta beneficiando di sanzioni ridotte e interessi contenuti rispetto a quelli previsti in caso di accertamento da parte dell’amministrazione.

Verificare sempre le delibere comunali

Le regole generali dell’IMU sono stabilite dalla normativa nazionale, ma aliquote, agevolazioni e riduzioni possono variare da Comune a Comune. Per questo motivo è sempre importante consultare le delibere pubblicate dall’amministrazione comunale competente prima di procedere al versamento. Per informazioni e assistenza sul calcolo dell’IMU è possibile rivolgersi alle sedi CAF CISL presenti sul territorio.