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Coronavirus: indicazioni del Ministero della Salute sull’utilizzo corretto delle mascherine
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Riportiamo per Vostra conoscenza le ultime disposizioni del Ministero della Salute sul tema dell’uso appropriato delle mascherine per proteggersi dall’infezione da Coronavirus che colpisce le vie respiratorie.
NON NECESSARIO
Bisogna ricordare che l’uso della mascherina non è necessario per la popolazione generale in assenza di sintomi di malattie respiratorie.
NECESSARIO
Se invece si sospetta di aver contratto il Coronavirus COVID-19 e sono presenti sintomi quali tosse o raffreddore con starnuti, oppure se si è stati a contatto con una persona con sospetta infezione, si raccomanda vivamente invece di indossarle per limitare e evitare la diffusione del virus alla popolazione, e si consiglia di contattare le autorità sanitarie competenti al numero 112 che provvederanno ad intervenire.
ALTRE INFO
Nelle sue indicazioni il Ministero sottolinea che l'uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.
Non è, inoltre, utile indossare più mascherine sovrapposte.
COME FARE
Prima di indossare la mascherina, lavarsi le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica; coprire la bocca e il naso con la mascherina assicurandosi che aderisca bene al volto; evitare di toccare la mascherina mentre la si indossa, e in caso la si tocchi, lavarsi le mani; quando la mascherina diventa umida, sostituirla con una nuova e non riutilizzarla; infatti sono maschere mono-uso; togliersi la mascherina prendendola dall’elastico e non toccare la parte anteriore della mascherina; gettarla immediatamente in un sacchetto chiuso e lavate le mani.
Crediamo sia utile diffondere queste brevi indicazioni a tutti i nostri territori e ai nostri iscritti.
Riteniamo, inoltre, che sia importante attenersi alle disposizioni del Ministero e disincentivare acquisto delle mascherine a coloro che non presentino sintomi influenzali respiratori, al fine di rendere reperibili questi dispositivi di protezione individuale a coloro che ne hanno effettivamente bisogno.
Nuovo servizio di lettura del cedolino Inps
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Un nuovo servizio informativo INPS mira a semplificare la lettura delle singole voci che compongono l’assegno pensionistico e si rivolge tanto ai cittadini quanto agli operatori che devono poi fornire assistenza ai pensionati stessi.
Il cedolino pensione è disponibile online tramite servizio INPS dedicato, riporta le componenti del rateo mensile su cui possono incidere voci ricorrenti (es.: ritenute IRPEF) o elementi variabili, riferiti a specifiche categorie di ex lavoratori e descritte di volta in volta con messaggi appositi.
Al momento il servizio è sperimentale e prevede la pubblicazione delle informazioni sul rateo di pensione, ma con un diverso livello di dettaglio in base ai destinatari.
Le informazioni sono online sul sito web dell’INPS per i pensionati e sulla intranet della Direzione centrale Pensioni per gli operatori.
Il servizio per i pensionati consiste nella pubblicazione mensile di una notizia in evidenza, che illustri le principali voci presenti nel cedolino di ciascun mese, così da capire l’eventuale variazione tra l’importo lordo e netto.
Lombardia: stop al superticket sanitario dall'1 marzo 2020!
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I superticket sanitari non si pagheranno più in Lombardia a partire dall'1 marzo.
Lo ha stabilito una delibera regionale anticipando la misura governativa che aveva deciso l'abolizione del superticket a partire da settembre.
I cittadini lombardi, dunque, avranno modo di risparmiare sulle spese sanitarie per qualche mese in più. La quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, per gli assistiti non esentati per reddito o per altre condizioni, era, del resto, già assente in Emilia Romagna, Sardegna, Valle d'Aosta, nella provincia di Trento e Bolzano e in Basilicata.
In Lombardia il superticket sanitario, in misura proporzionale al valore della ricetta, si pagava ancora, così come in Piemonte e in altre regioni, in quote e formule differenti.
Il sindacato si dice soddisfatto dell'abolizione, ma sottolinea che sono molti i problemi che aspettano risposte concrete in Lombardia e che avrebbero potuto essere obiettivo di stanziamenti maggiori.
Alcuni esempi:
- riequilibrare la retta giornaliera Rsa, riportando in equilibrio la quota 50% sanitaria e 50 % alberghiera come previsto dalla normativa nazionale dei Lea, tenuto conto che oggi la stessa regione Lombardia ammette che la famiglia paga 61% (invece di 50%) e la regione paga 39% (invece di 50%);
- rendere gratis l'iter burocratico per il certificato di invalidità, a fini della richiesta dell'indennità di accompagnamento, come già accade in altre regioni.
Calo demografico: al nord i dati più incoraggianti
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