Riprendono le visite alle RSA
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Abbiamo appena ricevuto le note della Direzione Welfare che dovrebbero consentire le visite in piena sicurezza in tutte le Rsa della regione Lombardia. Riaperte le visite ai degenti presso le strutture residenziali precluse ormai da più di un anno dopo lo scoppio della pandemia. Condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo questo lungo peridiodo di forzato isolamento anche se consigliamo sempre di mantenere la massima prudenza, di rispettare regole, indicazioni e protocolli previsti.
Le linee guida dell'Ordinanza firmata dal Ministro Speranza prevedono che la programmazione delle visite deve considerare le condizioni dell'ospite (età, fragilità, stato immunitario) e del visitatore, nonché le caratteristiche logistiche della struttura stessa e le mutabili condizioni epidemiologiche (proprie della struttura e del suo territorio di ubicazione e del territorio di provenienza del visitatore o del territorio di destinazione dell'ospite in uscita).
La pianificazione degli accessi e delle uscite deve anche tenere in debita considerazione non solo i bisogni clinico-assistenziali-terapeutici dell'ospite, ma anche quelli psicologici, affettivi, educativi e formativi.
Non da ultimo, anche le istanze dei familiari/visitatori con riferimento alla sfera relazionale-affettiva possono rappresentare un valido strumento decisionale nella pianificazione delle visite e delle uscite, affinché il protrarsi del confinamento degli ospiti/pazienti nelle strutture residenziali per causa del distanziamento sociale imposto dalla pandemia non debba mai configurare una situazione di privazione de facto della libertà delle persone stesse.
In particolare saranno favoriti nella massima sicurezza possibile gli accessi di familiari, parenti e visitatori e le uscite programmate degli ospiti, intraprendendo tutte le modalità organizzative/strutturali necessarie, tenuto conto:
- di diverse motivate indicazioni della Direzione Sanitaria (ovvero del referente medico/referente COVID-19 della struttura/altra figura di riferimento in base alla specifica organizzazione regionale), che è comunque tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione da SARS-CoV-2;
- della presenza di eventuale focolaio epidemico da COVID-19 con insufficiente controllo all'interno della struttura (esempio: struttura impossibilitata a garantire adeguato isolamento degli ospiti positivi che dovranno, pertanto, essere trasferiti; assenza contemporanea di più operatori per positività alla COVID-19; ecc.);
- di un alto rischio epidemiologico territoriale (esempio: applicazione delle misure di cui alla c d. "zona rossa" nel comune in cui è ubicata la Struttura o nei comuni di provenienza dei familiari/visitatori o dei comuni dove è destinato l'utente in uscita programmata). L'ingresso è consentito solo a visitatori o familiari o volontari in possesso di Certificazione Verde COVID-19 (di cui all'articolo 9 del Decreto-Legge 22 aprile 2021 , n. 52) o certificato vaccinale aggiungiamo noi.
Le Certificazioni Verdi COVID-19, fatto salvo diversa successiva indicazione normativa nazionale, possono essere utile strumento di orientamento alla regolamentazione delle visite e delle uscite programmate, compatibilmente alla situazione locale e alla specificità di servizi e strutture che possono accogliere utenti con diverso grado di fragilità e rischio di trasmissione infettiva.
Le linee guida del Ministero prevedono poi specifiche modalità organizzative per l'ingresso dei visitatori sia negli spazi interni che esterni che nel nucleo delle degenze ed altre indicazioni per il rientro in famiglia e le uscite programmate degli ospiti delle Rsa.
AstraZeneca agli over 65?
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Il Ministero della Salute ha emanato una nuova circolare con la quale si autorizza, dopo il parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità, l’utilizzo del vaccino AstraZeneca/Oxford per tutti gli over 65, tranne che per quei soggetti identificati come estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria, a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19.
In questi soggetti, si conferma l’indicazione a un uso preferenziale dei vaccini a RNA messaggero, ossia i vaccini Moderna e Pfizer.
Questa decisione è stata presa alla luce dell’evidenze scientifiche emerse nelle somministrazioni del vaccino nel Regno Unito, dove il vaccino si è dimostrato efficace nel prevenire in tutte le fasce di età, in particolare negli anziani, riducendo le ospedalizzazioni causate dall'infezione da Covid-19 la malattia a tutti i livelli di gravità.
Il Public Health England (Phe) ha, infatti, presentato i risultati preliminari di uno studio condotto in Inghilterra su dati reali nella popolazione over 70.
Secondo quanto riportato, l'efficacia del vaccino nel prevenire la malattia sintomatica risulta al 73% dal 35esimo giorno in poi dopo la somministrazione della pma dose. Inoltre i dati suggeriscono che, negli over 80, una singola dose di vaccino abbia un'efficacia di almeno l'80% nel prevenire le ospedalizzazioni, circa 3-4 settimane dopo la vaccinazione.
Riteniamo che queste notizie siano confortanti per il proseguimento del Piano Vaccinale e, in particolare, per la popolazione più anziana che potrà avere ora a disposizione anche il vaccino AstraZeneca/Oxford, più facile da somministrare rispetto agli altri vaccini.
Questa decisione ci auguriamo potrà dare un nuovo impulso alla campagna vaccinale, che a breve dovrebbe velocizzarsi anche grazie all’approvazione dei vaccini Johnson & Johnson, in attesa di validazione dell’EMA, nonché di quello russo Sputnik, su cui EMA ha avviato la “revisione ciclica” per validarne l’efficacia.
Didonè: "Servono interventi straordinari per la campagna vaccinale contro il Covid"
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Cisl Medici Lombardia e Fnp Cisl Lombardia si schierano l'uno affianco all'altro chiedendo interventi straordinari per la campagna vaccinale anti-Covid. I due Segretari Generali, Danilo Mazzacane ed Emilio Didonè, hanno sollevano due questioni: la richiesta di un'organizzazione serrata, per dare tempi veloci alla campagna e l'importanza di vaccinare tutto il personale che lavora nelle strutture sociosanitarie.
Nelle ultime due settimane, ricordano i sindacati, i numeri delle chiamate al 112 per eventi respiratori e infettivi hanno fatto segnare un nuovo aumento in tutta la Lombardia. Il ruolo della campagna vaccinale anti-Covid è fondamentale e viene sostenuto con forza da Cisl Medici e da Fnp Cisl Lombardia, che invitano anche a non abbassare la guardia: “dopo la faticosa messa in moto della campagna vaccinale anti Covid – dicono unanimemente Mazzacane e Didonè – chiediamo con forza che regione Lombardia e governo mettano in campo interventi straordinari e organizzativi per accelerare la somministrazione dei vaccini ai cittadini lombardi, secondo le priorità già previste”.
I sindacati osservano che il personale sanitario, sociale e ausiliario delle strutture socio-sanitarie (soprattutto nelle RSA e nei centri diurni) non ha avuto in questi giorni a disposizione adeguate dosi di vaccino rispetto al fabbisogno. “Non possiamo che esprimere sconcerto e preoccupazione per le prospettive future della campagna vaccinale, tenendo presente che occorrerà comprendere tra le priorità anche il personale scolastico, i medici liberi professionisti, le fasce di popolazione fragile e anziana, senza dimenticare badanti e caregiver che li seguono e curano. Purtroppo, questa amministrazione regionale si è resa responsabile di ripetuti ritardi e intoppi nella catena della prevenzione e della cura, facendo dimenticare quell'eccellenza che fino a oggi aveva contraddistinto la sanità regionale”.
Inoltre Didonè e Mazzacane invitano caldamente tutte le persone in possesso dei previsti requisiti ad aderire alla campagna vaccinale contro il Covid 19, senza se e senza ma: “le corrette informazioni e comunicazioni rese sulla validità del vaccino provengono da una comunità scientifica degna della massima stima per la sua competenza. Tutto il personale sanitario, come ormai consuetudine, seppure fortemente provato dalla pandemia, produrrà un ennesimo sforzo per offrire il proprio contributo a favore di tutta la popolazione lombarda. Pertanto, ai fini del bene comune promuoviamo la pratica della vaccinazione anti Covid e chiediamo il sostegno solidale in questo momento di grande difficoltà. Sempre che i vaccini davvero ci siano!”, la chiosa dei due segretari lombardi di categoria...
FNP: "La vaccinazione anti-Covid sia gratuita per i fragili"
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Vaccinazione anti-Covid gratuita per i fragili e soprattutto un piano strategico per non arrivare impreparati. Sono queste le richieste, chiare, che la FNP CISL Lombardia ha presentato alla Regione assieme a SPI e UILP. “Non si devono ripetere gli errori commessi col vaccino antinfluenzale, bisogna prepararsi per tempo per effettuare una campagna puntuale e senza intoppi”, ha detto Emilio Didonè, Segretario Generale FNP.
“Onde evitare altre situazioni imbarazzanti, chiediamo che sui vaccini antiCovid non ci si faccia trovare ancora una volta impreparati come Paese e come Regione Lombardia. Occorre un piano preventivo efficace, efficiente e pratico, senza le consuete discussioni tra i diversi soggetti coinvolti.” Non solo, al solito la FNP chiede particolare attenzione ai pazienti fragili ed alle persone economicamente svantaggiate: “chiediamo al Governo di garantire la gratuità del vaccino a tutti, in particolare, visti i precedenti in Lombardia, alle fasce meno abbienti e più esposte al rischio contagio, oltre che ai soggetti fragili”.
A fare eco a Didoné anche i Segretari Generali lombardi di SPI e UILP, Valerio Zanolla e Serena Bontempelli, che in un comunicato stampa congiunto con FNP hanno avanzato le loro preoccupazioni: “dopo le brutte figure della sanità pubblica in regione Lombardia, nonostante le rassicurazioni dell'Assessore Gallera sui vaccini antinfluenzali, prosegue la farsa che rischia di trasformarsi in tragedia per le migliaia di anziani over 60 lasciati ancora senza vaccino. Situazione paradossale che si è aggiunta a quella sui tamponi Covid19, sistema andato da subito in tilt con la Ats di Milano e gli stessi medici che invitavano i cittadini - dopo giorni di inutile attesa per essere contattati - a fare il tampone privatamente con un costo di 90 euro, e fino a 200 a domicilio”. In merito ai tamponi, i sindacati ricordano che la tariffa di riferimento consigliata da Regione Lombardia è di 62,89 €, mentre non è stato consigliata nessuna soglia di prezzo per il test sierologico. “Ma siamo di fronte a una pandemia, un'emergenza di sanità pubblica, e qualcosa non torna. Perché – continuano i sindacati pensionati lombardi – la tariffa non è stata imposta alla sanità privata accreditata con Regione Lombardia, tenuto conto che è un servizio che avrebbe dovuto garantire la sanità pubblica? Perché non è previsto un rimborso a tutti i cittadini che hanno fatto i tamponi privatamente per inadeguatezza della sanità pubblica? Su questi temi il sindacato vorrà chiarezza e non mollerà fino a quando non l'avrà ottenuta”.
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