Emilio Didonè

La FNP Cisl nel 2025 andrà a Congresso. Non solo sul territorio dei Laghi, ma anche a livello Nazionale. Emilio Didoné, Segretario Generale della FNP CISL a livello Nazionale, ha ben chiaro cosa sia necessario, in una società sempre più complessa come quella di oggi, per cercare di creare un modo differente di pensare al domani e di fronteggiare le sfide sociali che ci attendono: “c’è bisogno di discontinuità e novità, provando a fare le cose in modo diverso da come siamo stati abituati. Dobbiamo essere capaci di operare insieme, di sapere ascoltare pensieri e sentimenti delle persone, di “vestire i panni altrui”, di comprendere e rispettare il punto di vista della persona che ci sta di fronte, prestando la giusta attenzione indipendentemente dai ruoli ricoperti. Dobbiamo ripartire dal “basso” per ricostruire responsabilità, partecipazione e solidarietà, linfe vitali della democrazia contro questo dilagare di populismo e di slogan che lasciano il tempo che trovano. Dobbiamo favorire fenomeni partecipativi dal “basso” per dare voce e corpo alle idee, alle esigenze, ai bisogni dei territori e trasformare il nostro operare in azioni concrete, con una “cassetta degli attrezzi” – spiega Didoné – più ampia ed articolata fatta di processi, etica, buone pratiche e voglia di fare. Vogliamo immaginare un progetto partecipato dai territori come prezioso strumento per coinvolgere iscritti, volontari, collaboratori, dirigenti e persone. Vogliamo immaginare un cambiamento culturale in grado di rivoluzionare tutti i settori del nostro Paese, compreso il nostro con un unico fine: il bene comune e non di pochi. Dobbiamo imparare il noi al posto dell’io ma in questo mondo di social e competizione dove siamo sempre stimolati a cercare protagonismo e visibilità, dove la furbizia ha preso il sopravvento su etica e onestà, dove è sparita la solidarietà e ognuno pensa più al proprio interesse, passare dalla cultura dell’io al noi non è per niente facile”.

Didoné, nel lanciare la campagna Congressuale della sua categoria, cita anche Papa Francesco: “Nessuno si salva da solo, dice il Santo Padre, quindi occorre ricostruire una cultura sociale e uno stile di vita che metta il “noi” al centro, ove anche i nostri “talenti” vengano messi al servizio degli altri, delle persone. Il coinvolgimento diretto degli iscritti e della dirigenza è importante, soprattutto nelle scelte volte a migliorare la nostra organizzazione. Pertanto, procedere insieme al progetto congresso 2025 può diventare una preziosa occasione per favorire un'ulteriore capacità di cooperazione e di condivisione di interessi e di valori comuni, sviluppando così un senso di appartenenza importante per sentirsi parte della stessa comunità Cisl. Si deve lavorare dal basso per avere buone risposte dall’alto, perché senza una forte partecipazione dal basso i vertici difficilmente riusciranno a compiere le scelte coraggiose e necessarie per realizzare un cambiamento di rotta giusto e necessario dentro e fuori il sindacato, dentro e fuori la nostra organizzazione. Per questi motivi – conclude Emilio Didoné – abbiamo subito accolto con favore la proposta del nostro Comitato esecutivo di iniziare il percorso del Congresso 2025 dai territori, di “ascoltare e partire dal basso”. E la partecipazione deve essere la stella polare del nostro percorso congressuale per far emergere idee, pensieri, priorità, proposte originali, per generare valore condiviso ed elaborare una strategia generale che serva a potenziare la nostra Federazione”.