
A margine della tavola rotonda intitolata “Autonomia Differenziata: scenari, implicazioni, questioni aperte” il Segretario Generale della FNP Nazionale, Emilio Didoné, si è espresso in merito a questo tema, molto dibattuto dalla politica nazionale. Autore dell’introduzione alla tavola rotonda il Segretario Generale FNP ha sottolineato la volontà di riunire il Consiglio Generale su questo tema per approfondire una questione attuale e molto dibattuta con il contributo di esperti competenti sulla materia dell’Università Cattolica di Milano e Roma come Paolo Balduzzi, Gilberto Turati e Pietro Antonio Varesi. I lavori hanno visto l’intervento del segretario confederale Cisl, Ignazio Ganga, il quale ha evidenziato il ruolo propositivo che il sindacato ha sempre avuto nella storia: “un ruolo che può avere anche oggi nel contribuire a cambiare il Paese in meglio e portarlo unito e coeso sulla strada di uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile”.
A seguire ci sono stati gli interventi dei vari esperti presenti, tra questi è stato molto significativo quello di Gilberto Turati, professore all’Università Cattolica di Roma che ha fatto il punto sulle ricadute dell’autonomia differenziata nel comparto sanitario: “Sulla sanità è importante fare chiarezza sul reale livello di autonomia delle Regioni proprio al fine di migliorare i servizi da erogare ai cittadini e garantire una migliore governance delle aziende sanitarie”. Poi è stata la volta di Paolo Balduzzi, ricercatore all’Università Cattolica di Milano che ha affrontato l’autonomia differenziata per ciò che concerne il rapporto tra politica e cittadini: “Il federalismo, anche quello differenziato, dovrebbe permettere di aumentare la responsabilità dei politici che vengono eletti e delle Regioni.” Importante, infine, il contributo di Pietro Antonio Varesi, anch’egli professore all’Università Cattolica di Milano che ha posto l’accento sui problemi più impellenti all’interno del dibattito sull’argomento: “Il tema più urgente da affrontare – ha detto Varesi - non è la questione del regionalismo differenziato ma la ridefinizione del ruolo dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni”.
A chiudere i lavori del Consiglio Generale è stato lo stesso Emilio Didonè, che ha voluto precisare come nessuno sia contrario all’autonomia differenziata ma “essa non deve sopprimere il dovere dello Stato di garantire a tutti i cittadini i diritti sanciti dalla Costituzione. Il punto oggi non è impedire a chi sta già facendo bene nell’erogare servizi pubblici di continuare a farlo – ha concluso Didonè - ma di evitare che ciò avvenga a spese delle parti più deboli del Paese, deprimendole ulteriormente”.