A Como, nella cornice di Villa Gallia, le organizzazioni sindacali confederali insieme alle Federazioni dei Pensionati hanno presentato le linee guida per la contrattazione sociale 2026, avviando un percorso di confronto con le amministrazioni comunali del territorio.

L’incontro ha rappresentato un momento importante per fare il punto sulle attività svolte negli anni precedenti e, soprattutto, per definire le priorità da portare ai tavoli con i Comuni comaschi. L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare il ruolo del sindacato come interlocutore delle istituzioni locali, capace di raccogliere i bisogni dei cittadini e trasformarli in proposte concrete.

Al centro del confronto vi è la gestione dei bilanci comunali. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di una maggiore equità fiscale, accompagnata da una maggiore attenzione alla qualità della spesa pubblica. Non si tratta solo di intervenire sul livello delle imposte, ma di orientare le risorse verso politiche sociali efficaci, in grado di rispondere alle fragilità presenti sul territorio.

Come sottolineato da Flaviano Romito, membro dello staff di Segreteria dedicato proprio alla contrattazione sociale, particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni delle persone anziane, delle famiglie e dei lavoratori, con la richiesta di rendere strutturale un approccio che metta al centro la tutela delle fasce più deboli. In questo senso, la contrattazione sociale viene confermata come uno strumento fondamentale per migliorare concretamente la qualità della vita delle persone.

Tra i temi prioritari emerge con forza quello del disagio abitativo. La provincia di Como, infatti, registra livelli di costo degli affitti tra i più alti a livello nazionale. Per questo motivo, il sindacato ha evidenziato la necessità di ripensare e rafforzare gli strumenti di protezione sociale legati alla casa, lavorando in sinergia con le amministrazioni locali.

Un altro elemento centrale riguarda il coinvolgimento diretto della cittadinanza. L’intenzione è quella di promuovere percorsi partecipativi, capaci di raccogliere i bisogni reali delle persone e tradurli in proposte da portare ai tavoli istituzionali, rendendo così la contrattazione ancora più efficace e rappresentativa.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il ruolo fondamentale delle categorie dei pensionati, da sempre impegnate nella contrattazione territoriale e punto di riferimento per la tutela delle persone più fragili.

Tra le linee di intervento per il 2026 rientrano anche il rafforzamento dei servizi di prossimità e la promozione di interventi di rigenerazione urbana, con particolare attenzione al recupero delle aree dismesse, al fine di rispondere in modo più puntuale ai bisogni delle comunità locali.

Infine, è emersa con chiarezza la necessità di anticipare i tempi della contrattazione con i Comuni, avviando il confronto prima della definizione dei bilanci. Un passaggio ritenuto fondamentale per incidere in maniera più significativa sulle scelte amministrative. In questa prospettiva, un primo importante banco di prova sarà rappresentato dalle scadenze legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che richiederanno una piena operatività degli interventi entro la metà dell’anno.

Il percorso avviato a Como si inserisce dunque in una strategia più ampia, orientata a costruire un dialogo stabile e strutturato tra sindacato e istituzioni locali, con l’obiettivo di dare risposte concrete ai bisogni delle persone e rafforzare la coesione sociale del territorio.