
In queste settimane si sente parlare molto di perequazione delle pensioni, termine di difficile comprensione. Per capire meglio di cosa si tratti ci siamo rivolti alla FNP Cisl dei Laghi.
“La perequazione delle pensioni – spiegano dagli uffici di via Rezzonico a Como – è il meccanismo che consente di rivalutare gli importi dei trattamenti pensionistici, previdenziali ed assistenziali sulla base dell’inflazione, per adeguarle al costo della vita rilevato dall’ISTAT. Non è una concessione ma un diritto dei pensionati, riconosciuto dalla Costituzione. È quindi fondamentale per il conseguimento dell’effettività della tutela pensionistica e per evitare una diminuzione del valore delle pensioni rispetto al momento della liquidazione originaria”.
A quali trattamenti si applica la perequazione? “A tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica. È riconosciuta sia alle pensioni dirette che a quelle ai ed è applicata anche alle prestazioni assistenziali (pensioni ed assegni sociali) nonché alle prestazioni ed agli assegni a favore di mutilati, invalidi civili, ciechi e sordomuti”.
Qual è il parametro utilizzato per la rivalutazione? “Il calcolo avviene annualmente, in base all’adeguamento del costo della vita. Il riferimento è l’indice dei prezzi al consumo dell’ISTAT. In particolare, si tiene conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Ad ogni novembre il Ministero dell’Economia emana un decreto che fissa sia l’indice definitivo per l’anno in corso che quello provvisorio per il successivo”.
Come funziona, invece, l’attribuzione da parte dell’INPS in fase di rinnovo delle pensioni? “La perequazione viene attribuita sulla base del cosiddetto cumulo perequativo: si considerano come un unico trattamento tutte le pensioni di cui si è titolari. Durante le operazioni di rinnovo, in caso di variazione tra l’indice provvisorio e definitivo, l’INPS provvede a calcolare i conguagli di perequazione, che possono essere a credito o a debito”.