Il risveglio della coscienza

“Un messaggio che resti nel tempo”.

Potremmo riassumere così l’idea realizzata da CISL ed FNP dei Laghi a Besozzo, con la realizzazione del progetto “Lavoro e Libertà”, che ha visto la realizzazione di un monumento, creato dallo scultore Paolo Pelizzoli, chiamato “Il risveglio della coscienza”.

Il progetto è partito da lontano a livello temporale, da vicino a livello spaziale. È stato infatti un gruppo di pensionati che frequenta la sede CISL di Besozzo, dedicata a Pietro Bisighini, rimasto vittima di un infortunio mortale sul lavoro.

Proprio il figlio di Pietro, Giacomo Bisighini, è uno dei promotori di questa iniziativa, sposata poi sia dalla Segreteria Territoriale della FNP che da quella della UST CISL, oltre ad aver trovato accoglimento e supporto anche da parte dell’Amministrazione Comunale.

“Avendo vissuto gli infortuni sul lavoro a livello familiare – spiega lo stesso Giacomo Bisighini – sono molto sensibile a questo tema. Le morti sul lavoro aumentano tutti i giorni, è qualcosa cui bisogna riuscire a mettere un freno. Avendo vissuto una vita dentro la CISL penso che in primis il sindacato debba lavorare a fondo su questa importante materia, migliorando in particolare in due aree: da una parte su formazione ed informazione in merito alla tutela della salute, dall’altra rispetto al fatto che bisogna fare di più per applicare al meglio le norme di tutela che già esistono. A margine di questo – prosegue Bisighini – si interseca poi, purtroppo, un altro problema: io lavoratore a volte sono conscio di non essere a norma, ma avendo una famiglia sulle spalle devo portare a casa lo stipendio, il che mi porta a sottovalutare il pericolo. Cosa che, in alcuni casi, purtroppo si rivela fatale. Penso che, come sindacato, dovremmo sederci attorno ad un tavolo, a livello nazionale, per studiare una strategia da divulgare sul territorio, che sia funzionale ed efficiente e che sia in grado di combattere questo stillicidio”.

Giacomo, come detto, perse il padre ormai 45 anni fa, proprio a causa di un infortunio sul lavoro. Ecco perché in merito a questo tema ha le idee molto chiare: “lo dico senza mezzi termini: le cosiddette “morti sul lavoro” in realtà sono degli omicidi. Il sistema oggi è strutturato in modo tale da avere diverse falle in questo senso. Laddove capitano degli incidenti ci possono essere casi in cui i datori di lavoro quando vengono condannati, ma spesso passano anni ed in alcuni casi le aziende possono anche essere già chiuse. Inoltre i lavoratori come fanno a tirarsi indietro laddove ci sono situazioni non a norma, se il mondo del lavoro è generalmente disfunzionale, con già molti esuberi, eccetera? Come fai ad opporti se c'è il rischio di perdere il posto di lavoro?”

La chiosa del suo discorso Giacomo Bisighini la dedica ad un ricordo di papà Pietro. Proprio la persona cui, come detto, è dedicata la sede CISL di Besozzo: “quello delle morti sul lavoro è un tema che, inevitabilmente, sento mio. Quando è uscita l’idea di fare questo progetto sono stato subito d’accordo: sono passati quasi 45 anni dalla morte di mio padre, un tempo che pare quasi infinito. Ma ogni volta che si avvicina l’anniversario di quell’incidente o che si legge di altri incidenti sul lavoro il ricordo risale e ti forma un nodo alla gola, inesorabile…”

La statua creata dal Pelizzoli è stata posta di fronte alla sede CISL, in uno spazio vuoto che sorge proprio di fianco alla stazione di Besozzo. Un’area che FNP aveva da subito individuato come interessante, già quando pochi anni fa si era trasferita nella sede attuale di via Zangrilli: “quello spazio – spiega l’attuale Coordinatore FNP della RLS di Besozzo, Nicodemo Furfaro – lo abbiamo notato non appena abbiamo preso possesso di questa sede, avendo da subito avuto l’idea che potessimo “sfruttarlo” per qualcosa. Inizialmente l’idea fu quella di trattare il tema della Shoah, ma capimmo subito che non fosse fattibile a livello locale, che non avremmo avuto nulla di significativo da dire. Così virammo sulla questione legata alle morti sul lavoro, dapprima pensando a fare una targa. Poi però quell’idea si è evoluta e dalla targa siamo passati ad una statua. Così quando abbiamo scoperto che a Taino c’era uno scultore molto apprezzato lo abbiamo contattato e l’impressione che ci ha lasciato è stata subito ottima”.

L’idea di piazzare una scultura in un luogo pubblico, visibile da chiunque passi di lì a qualsiasi ora del giorno, non permetterà solo di sensibilizzare rispetto al tema degli infortuni sul lavoro, ma anche di presidiare il territorio: “nelle varie tesi congressuali – prosegue Furfaro – questo è un tema ricorsivo. Presidiare il territorio è molto più complicato che non presidiare un posto di lavoro, una fabbrica. Per questo volevamo creare qualcosa di tangibile e quando è uscita l’idea della statua abbiamo capito subito che sarebbe stato un progetto sindacalmente appetibile. Quello della sicurezza sul lavoro è un problema culturale, che non può essere risolto banalmente a colpi di legge. Bisogna intervenire a monte, già dalla scuola, dove va insegnato il rispetto delle regole. Perché la realtà è che le leggi oggi esistono già, per ridurre drasticamente gli incidenti sul lavoro basterebbe che venissero applicate e rispettate”.

Del gruppo di lavoro FNP che ha portato avanti il progetto “Lavoro e Libertà” ha fatto parte anche un altro sindacalista di lungo corso, Salvatore Torre: “ringrazio la CISL per aver sostenuto questa idea, questa iniziativa che coi colleghi di Besozzo abbiamo deciso di portare avanti. È drammatico pensare a chi la mattina esce da casa per recarsi al lavoro, cercando di dare dignità alla propria famiglia. Proprio quella famiglia da cui, la sera, non rientrerà più”.

Salvatore spiega di come “vadano ridotti gli incidenti mortali ma non solo, ci sono anche tante situazioni infortunistiche che potrebbero essere evitate. Datori di lavoro ed aziende possono fare di più, inoltre noi sindacati possiamo suggerire, ma la voce in capitolo devono averla le istituzioni a partire dall'Ispettorato sul lavoro, che va rafforzato. Le regole oggi ci sono, è chi deve farle rispettare che deve darsi da fare. Anche il lavoratore, comunque, deve metterci del proprio e prestare più attenzione”.

A margine, Torre esprime l’orgoglio non solo da sindacalista ma anche da cittadino besozzese, per la riuscita di questo progetto: “sono orgoglioso che la CISL e l'Amministrazione Comunale del paese in cui risiedo abbiano pensato di fare qualcosa di tangibile e visibile di fronte alla nostra sede sindacale, in una zona che è di forte passaggio anche per i lavoratori. Questa bella statua deve essere uno stimolo a riflettere su cosa voglia dire lavorare in libertà”.

A gestire questi rapporti, tra il sindacato cislino e l’Amministrazione Comunale besozzese, è stato Marcello Farinelli, collaboratore della FNP dei Laghi proprio in questa Rappresentanza Locale Sindacale.

“Sono l'ultimo arrivato, ho un’esperienza di vita diversa dal sindacato, a differenza dei colleghi con cui ho avuto il piacere di sviluppare questo progetto. Ero dirigente in azienda, stavo dall'altra parte. Questo mi ha permesso quindi di vedere la problematica degli infortuni sul lavoro da prospettive diverse: da un lato quella dell’azienda, dall’altra quella dei lavoratori”.

Farinelli che tiene a sottolineare come Pelizzoli, autore della scultura, abbia avuto un grande merito: “ha subito capito cosa volessimo, quale fosse l’idea che avevamo in mente, ed ha avuto la capacità di tradurla in un’opera che, lo dico senza timore di smentita, è bellissima”.

Per Farinelli la possibilità di partecipare ad un progetto simile è stata importantissima: “è stato un grande arricchimento culturale, per me. Mi ha dato la possibilità di muovermi concretamente assieme agli altri per un obiettivo superiore, qualcosa di così importante. Ovviamente non abbiamo la presunzione che si possa arrivare a zero morti sul lavoro, ma è comunque quello l’obiettivo verso cui dobbiamo tendere”.

Infine, Marcello Farinelli ha chiuso sottolineando un aspetto importante, uno dei valori fondanti di tutto il progetto: “c’è un altro aspetto per cui mi ha fatto piacere essere qui: ho trovato un gruppo di lavoro composto da persone eccezionali, che hanno dato il meglio di sé in nome di un obiettivo, come detto, “più grande”. Ed è stato bellissimo!”