Il mondo sindacale, negli ultimi mesi, si è diviso su posizioni diverse. Da una parte chi, come CGIL e UIL, vede “nella piazza”, nel ricorso agli scioperi, la soluzione per sbloccare la situazione nei confronti delle richieste portate al Governo. Dall’altra parte la CISL, sindacato che invece, come da sua tradizione, vede nello sciopero generale l’estrema ratio, l’ultima possibile arma cui ricorrere, preferendo quindi rimanere ad oltranza sui tavoli di trattativa per cercare di ottenere quante più migliorie possibili per lavoratori e pensionati.
“La nostra scelta di campo è chiara e senza ombre – spiega Dario Grilanda, Segretario Generale della FNP Cisl dei Laghi – Alcuni risultati sono già raggiunti ma la nostra opera non è ancora conclusa, continuiamo a trattare. Partendo però dal risultato che i nostri sforzi hanno già prodotto .”
Chiediamo quindi al Segretario Generale della FNP dei Laghi di entrare nello specifico, elencando alcuni dei risultati conseguiti ai tavoli di trattativa: “Per quanto riguarda il lavoro è stata ottenuta la detassazione dei premi di produttività: confermata al 5% per il triennio 2025-27 fino a 3.000€ per redditi entro gli 80.000€. Poi la superdeduzione Ires, che è stata rifinanziata per le aziende che assumono, con deduzione maggiorata al 130% per assunzioni di donne e categorie svantaggiate fino al 2027. Infine l’esonero contributivo per lavoratrici madri: diventa strutturale, con un finanziamento di 300 milioni l’anno, per madri con due figli esteso ad autonome fino al 10° anno e, dal 2027, fino al 18° anno per madri con 3 figli”.
Sulla sanità, invece, la trattativa sindacale ha ottenuto “un incremento del fondo sanitario nazionale: previsti 5,78 miliardi di euro per il triennio 2025-27, destinati a potenziare personale e servizi essenziali ed ulteriori 3,118 miliardi per il 2028-30 dedicati ai rinnovi contrattuali, mentre sul fisco si è ottenuto il taglio strutturale del cuneo fiscale: bonus per redditi fino a 20.000€, con detrazioni estese fino a 40.000€ per alleviare il carico impositivo sui redditi bassi e medi (12,9 miliardi). Inoltre le aliquote Irpef sono state stabilizzate: confermato sistema a tre aliquote con vantaggi specifici per la classe media (4,8 miliardi)”.
Un capitolo importante delle trattative ha poi riguardato il sistema pensionistico. “Per prima cosa – spiega Grilanda – occorre precisare che si parla di perequazione automatica, dunque non è esatto parlare di aumento delle pensioni. Alle minime è stato riservato un aumento maggiorato rispetto alle altre pensioni, che dovrebbe aggirarsi attorno al 2,2%, quindi arrivare ad un importo di circa euro 620,00 mensili. Per quanto concerne le altre pensioni: fino a 1842 euro netti mensili UN aumento del 1%; da 1842,1 a 3073 euro netti mensili = aumento dello 0,9%; da 3073.1 a 3688 euro netti mensili = aumento dello 0.75%; da 3688,1 euro netti mensili = aumento dell0 0.5%. Ad oggi queste modifiche non sono ancora diventate legge e quindi potrebbero subire ulteriori modifiche. La certezza la potremo avere solo quando la Legge verrà pubblicata in Gazzetta Ufficiale, avendo così efficacia. Per questo, come CISL, vogliamo tenere aperto il confronto col Governo”.