Quello degli infortuni sul lavoro è uno dei problemi che da sempre affligge il nostro Paese. Per cercare soluzioni i Sindacati lavorano da anni al fianco delle Istituzioni. La sensibilizzazione è una delle attività importanti da opporre a questo problema, perché in taluni casi sono i lavoratori stessi a trattare la sicurezza sul posto del lavoro con superficialità. Ecco perché CISL ed FNP dei Laghi hanno deciso di promuovere il progetto “Lavoro e Libertà”, presentato al pubblico, in un evento cui hanno presenziato anche il senatore Alessandro Alfieri ed il consigliere regionale Samuele Astuti, presso la sede Cisl di Besozzo. Un luogo non casuale: la stessa è infatti dedicata al compianto Pietro Bisighini, operaio deceduto sul lavoro più di 40 anni fa.
“Le categorie degli attivi – ha detto Dario Grilanda, Segretario Generale della FNP dei Laghi – sono quelle più colpite da questo tema, ma indirettamente anche noi pensionati lo siamo. Quando infatti a rimanere vittime di infortuni sul lavoro sono i nostri figli o nipoti la cosa colpisce anche noi, pur indirettamente. Per questo assieme alla CISL abbiamo decidere di promuovere un’iniziativa che andasse oltre le parole, che producesse un segno concreto e rimanesse nel tempo. Una scultura che resterà per sempre un monito”.
A fargli eco Daniele Magon, Segretario Generale della CISL dei Laghi: “è necessario sensibilizzare le persone a stare più attente: alle procedure, alla velocità, alla sicurezza. Questa è una provincia in cui il Prefetto ha messo insieme tutte le parti, in cui stiamo facendo molto per cercare ridurre gli incidenti sul lavoro. Ma dobbiamo provare a fare sempre di più”.
A fargli eco il collega di segreteria Albino Gentile: “Negli ultimi anni sono morte più di 1.000 persone, ma in passato l’incidenza di questo fenomeno era anche maggiore. Facendo quattro conti siamo a circa 200.000 morti sul lavoro. Per questo penso che oltre al milite ignoto ci dovrebbe essere un monumento a livello nazionale a tutti questi caduti, che hanno contribuito alla creazione del nostro paese.”
Un monumento un po’ come quello creato dallo scultore Paolo Pelizzoli, che CISL, FNP e Comune di Besozzo hanno inaugurato proprio venerdì 8 novembre. Una scultura raccontata dall’autore stesso: “Il percorso che mi ha portato a realizzare quest’opera è stato per me importante, ho cercato di trovare l'idea più giusta da trasmettere nel presente e che restasse per il futuro. L'idea della donna portatrice di coraggio e speranza è una mia convinzione: ho visto da bambino come la dolcezza di mia madre mi abbia plasmato, quindi ho pensato alla figura della mamma che in silenzio porta avanti la famiglia. Il senso del sacrificio la donna lo porta nel proprio DNA ed è per questo che la speranza per il futuro arriva dalle donne. Questa scultura, che non a caso si chiama “Il risveglio della coscienza”, rappresenta il ridestarsi della consapevolezza: è necessario che l’uomo si risvegli dalla superficialità, inverta il trend di disgregazione della collettività oggi in atto. La spiego così: ogni albero può, assieme ad altri, formare un bosco. L’albero da solo però non riuscirà a sopravvivere nel tempo, esattamente come gli esseri umani abbandonati a loro stessi sono meno forti. In particolare meno abbienti. Gli ultimi, però, non saranno ultimi se la collettività resta unita come gli alberi di un bosco!”